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Mangimi Liverini S.p.A.

- Inutile dire che  il nostro entusiasmo era alle stelle in quanto  si è rivelata un’esperienza fantastica. I temi affrontati durante le conferenze e le varie attività svolte sono stati illuminanti per noi adolescenti poiché hanno suscitato in noi una vera e propria voglia di cambiamento. Abbiamo capito grazie a quest’evento che la diversità è una grande ricchezza essendo state  a contatto con persone di diversa etnia, con svariati ideali ed opinioni. In più oggi sentiamo la necessità di vivere in pieno la “regola d’oro”: “FAI AGLI ALTRI CIO’ CHE VORRESTI FOSSE FATTO A TE”. Abbiamo imparato ad ascoltare i problemi altrui senza pregiudizi.

- L’atmosfera in quel luogo ci ha colpito particolarmente in quanto ci ha trasmesso felicità e gioia. Alla fine di questa meravigliosa esperienza siamo ritornate a casa a malincuore ma con tanti amici in più. Tuttavia un difetto l’abbiamo trovato: è finito tutto troppo presto. Vorremmo, infatti che questo durasse di più per poter vivere appieno il tema della fraternità e trascorrere più tempo insieme. Con la speranza che l’anno prossimo possiamo ritornare lì, per rivivere altrettanti momenti felici, salutiamo tutti. (M. M. M. V.)

- L’anno scorso sono stata contenta di questo progetto e quest’anno ho voluto partecipare di nuovo. Purtroppo quest’anno nei workshop dovevamo fare la maggior parte delle cose da soli e nel nostro workshop eravamo   solo ragazzi del nostro istituto. Mi è piaciuto molto lo spettacolo che abbiamo fatto a Benevento, non mi sarei aspettata che sarebbe riuscito così bene. Grazie al biliardino abbiamo passato le serate facendo tornei con altri ragazzi; spero di esserci di nuovo il prossimo anno. (Laura)

- Benevento, un piccolo comune, poco noto e non il massimo come meta turistica; questo era quello che pensavo prima di trascorrerci qualche giorno. Che dire? Vorrei andarci ogni anno! Dopotutto questo è già il secondo! ad andare in quel magnifico posticino ci ha spinto il “progetto fraternità” che quest’anno è stato più “alla mano” del precedente anno. Mi sentivo più inserita, anche perché ho ritrovato alcuni amici conosciuti proprio lì! In poche parole si stava tutti insieme, bambini, ragazzi, adulti e anziani. Si lavorava tutti per un unico scopo: portare la fraternità, il senso di giustizia e di pace tra la gente! Lo strumento di tutto ciò è stata una fantastica recita in piazza castello, ricca di balli  e di canzoni . La preparazione è stata breve e concentrata in due giorni di workshop tra cui  fotografia, pittura, recitazione e danza. Le emozioni sono stati forti e penso che questo sia stato un viaggio interessante , divertente, formativo, uno dei migliori che abbia mai fatto. (Silvia e Sara)

- L’esperienza di Benevento  è stata molto bella e divertente. Abbiamo imparato nel workshop di fotografia a fare foto con fotocamere professionali ma soprattutto a comprendere il significato profondo che suscita in ognuno di noi una fotografia. Inoltre abbiamo percepito il vero senso di fraternità perché al  centro “La Pace” c’erano alunni di vari istituti della Campania con cui siamo diventati amici. I workshop ci hanno consentito di preparare uno spettacolo realizzato in piazza Castello nel centro di Benevento che ha sottolineato la collaborazione e la fraternità tra i giovani, coronando lo scopo di  far capire il vero significato del progetto. Ci ha molto toccati il dialogo con l’Imam che ha dato il suo contributo nel dialogo fra  due religioni diverse: il cattolicesimo e l’islamismo, meritando pienamente il premio conferitogli. Alla fine del viaggio siamo ritornati a casa con uno spirito aperto all’amicizia ed alla fraternità, un’apertura che prima non avevamo. (Mario e Francesco)

- L’esperienza nella città di Benevento è stata molto costruttiva e voglio ritornare il prossimo anno. Durante i workshop ho capito l’importanza della collaborazione e del gioco di squadra; infatti abbiamo imparato ad essere sempre uniti e a dividerci i vari compiti. Durante la rappresentazione in piazza, vedere la scenografia che noi stessi avevamo preparato ci ha reso felici! Grazie a questa esperienza siamo riusciti a comprendere cosa significa la parola “FRATERNITA’ ”. Grazie al caro amico biliardino ci siamo divertiti ed abbiamo potuto fare nuove amicizie. (Davide e Giuseppe)  
                                                                

- Siamo rimasti sbalorditi, non ci aspettavamo una gita così emozionante, abbiamo conosciuto persone interessanti e diverse. Trovarci lì tra tante persone anche di età diverse ci ha fatto davvero percepire il senso di fratellanza  che voleva farci capire il progetto. Speriamo di ritornare l’anno prossimo. A presto. (Giuseppe e Raffaele).

- Benevento, una città tranquilla, con persone molto educate e simpatiche…Questa gita è stata molto bella , sicuramente da rifare l’anno prossimo. Il tema del progetto dice tutto: Premio Fraternità. Sono stati tre giorni molto divertenti ed entusiasmanti, grazie ai workshop e ai giochi. Questo progetto ha due lati positivi: il primo è che ti diverti tantissimo, il secondo è che conosci tantissime persone simpatiche. Ha anche un lato negativo: quello che dura poco. (Fiorella)

-Abbiamo fatto nuove conoscenze e imparato tante cose. Interessanti sono stati i diversi workshop di canto, danza, pittura, fotografia, teatro, e le conferenze con Kamel Layachi e Leandro Limoccia. A parte un piccolo inconveniente con la porta della camera, l’aria che si respirava in quel centro era un’aria diversa. Ci siamo divertiti con poco; ogni gioco, ogni discorso riconduceva al solo concetto di fratellanza e giustizia che gli organizzatori hanno saputo esprimere e trasmetterci al meglio. La visita alla città è stata favolosa, specialmente lo spettacolo in piazza Castello in cui abbiamo mostrato a chiunque volesse fermarsi tutti i lavori svolti durante le giornate del 25 e 26. (Alunne IV A)

- È stata un'esperienza formativa sia dal punto di vista religioso, che dal punto di vista educativo! È stato significativo l'avvicinamento tra religioni differenti che hanno trovato nella fraternità un punto in comune. L'insegnamento che più mi è rimasto impresso è stato il seguente: mettere in primo luogo non la religione in sé per sé, ma i valori che ogni persona, cristiano e non, deve avere per poter vivere e convivere serenamente nella società , soprattutto oggi che la società è diventata globale!  (Zollo Danilo) (V ITI)

- Le due mattinate trascorse al Centro la Pace potrei definirle come una sorta di tesoro virtuale, al quale io ero arrivato individualmente seguendo una strada del tutto diversa. Utilizzando semplici nozioni filosofiche al posto di quelle religiose. Alcuni concetti mi sono rimasti impressi, come il concetto di morale citato dall' Imam, oggi la crisi economica è affiancata da una crisi di valori. Ricollegandomi a tale discorso ricordo una frase illuminante,"Un esempio vale più di mille parole", perché i giovani si avvicinino alla chiesa c'è bisogno che questa sia più umile e razionale. Gli ecclesiastici scendano dal pulpito e tra una predica e l'altra tocchino la sofferenza e la disperazione della folla. Infine ricordo con piacere Cesare il folle pirandelliano che vive senza tempo e spazio in una concezione tutta interiore. Proprio lui ha rafforzato in me la voglia di vivere la vita per quello che è... come direbbe lui vivere l'attimo...!!!   (Fiorino Pierangelo) (V ITI)

- L’esperienza vissuta in questi 2 giorni ha innescato in me  la scintilla della vita, assopita ormai da tempo, che ha ricominciato a infuocare lo spirito. E' stato uno dei giorni più significativi della mia esistenza, per la prima volta da anni i miei occhi assumevano una visuale completa dello spazio circostante e delle persone, non avevo più quei paraocchi che mi impedivano di vivere e di sfruttare le massime potenzialità del mio spirito. Ho capito che è molto più facile affrontare la vita con un sorriso  che con le lacrime. Al tempo d'oggi c'è sempre almeno un motivo valido per rattristarsi, ma non se ne riesce quasi mai a trovare uno per essere felici. La cosa difficile sta nel cercare questo spiraglio di luce nella desolazione della vita umana. ECCO! prima di questa esperienza avevo perso la bellezza del sorriso scaturito  dall'essenzialità delle cose. Non serve scalare la società, diventare ricchi, basta solo porgere la mano a chi sta in difficoltà per trovare la strada che porta verso una vita vissuta, una vita felice, una vita che può essere  definita tale. Sono arrivato alla  conclusione, che il nostro percorso non ha bisogno di tempo, spazio e né di una società frenetica che ti impedisce di pensare, ha bisogno unicamente di rinnovare lo spirito e alimentare  il fuoco che arde dentro. Pirandello in uno dei suoi più famosi libri citava "conoscersi è morire", ma aggiungerei "per rinascere migliori, più completi, più consapevoli, ecco ero morto, ma come una fenice la mia anima ha ripreso forma dalle ceneri. Vorrei concludere condividendo  una mia idea di fratellanza: La fratellanza per me è una fusione indistinta di anime, le persone durante il loro cammino smettono di diventare una e una sola, ma una pluralità indistinta di massa multiforme, che mescolate nell'involucro di carne creano l'individuo. Ogni incontro, ogni persona, ogni esperienza, ogni volta che la parola fratellanza prende vita il nostro essere cessa di esistere e in quegli attimi si modella a forma nuova.  (Affusto Piero) (V ITI)

- Non sapevo che a Benevento esistesse una struttura come il Centro La Pace. E’ bellissimo! Bisognerebbe farlo conoscere di più e magari noi giovani potremmo passare lì qualche ora il sabato o la domenica, invece di star sulla strada a non fare niente.   (Capasso Damiano) (III ITI)

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31 Ottobre 2014
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